Centrotavola: regole sulla composizione

Possiamo realizzare smokey eyes perfetti,

mettere l’eyeliner come Sofia Loren o creare contouring da far impallidire Kim Kardashan.

 

Ma se non mettiamo il mascara, sembra che le due ore spese a passare lo stucco le abbiamo trascorse a capare fagiolini; senza ciglia curve e voluminose sembriamo struccate.

 

 

Il centrotavola è il mascara della tavola.

 

 

Possiamo sfoggiare cristalli, porcellane e bottiglie di Moet et Chandon,

 

ma senza un centrotavola il table setting farà l’effetto di un refettorio francescano del medioevo.

 

 

Ma da dove viene l’usanza di occupare lo spazio destinato al piatto dei fritti con composizioni floreali, candele e pesci rossi?

 

Lo scopriamo subito.

Il costume di porre un oggetto elaborato al centro della tavola risale al diciassettesimo secolo, ed è diventato una moda sempre più dilagante fino alle tavole borghesi del 1800.

 

Non era solamente una decorazione della tavola; doveva stupire.

 

In alcuni casi si ricorreva al cosiddetto “trionfo”: un centrotavola ispirato alle architetture dei giardini all’italiana; molto green (e soprattutto molto discreto).

 

Un altro must delle tavole ben ornate era il sourtout: un ornamento che si sviluppava per orizzontale costituito da elementi scomponibili come statuette o vasetti.

 

 

Oggi i centrotavola sono molto più semplici da realizzare: non dobbiamo scomodare Valadier e abbiamo a disposizioni moltissime idee cui ispirarci.

 

Tuttavia, nonostante l’avvicendarsi dei secoli, ci sono dei criteri da rispettare.

 

I comandamenti incisi sulle (centro)tavole della legge del Galateo sono i seguenti:

Il centrotavola non dovrebbe mai ostruire la visuale dei commensali.

 

 

#ALTEZZA:  non deve essere eccessivamente alto da impedire ai commensali di guardarsi e quindi di conversare;

 

 

 

#ARMONIA: il centrotavola deve essere fedele allo stile della tavola (e anche ai suoi colori);

 

 

#DIMENSIONI: il centrotavola è tanto bello, ma quando siamo a tavola il grande protagonista deve essere il cibo e non le nostre velleità artistiche.

 

 

E oggi?

Quali sono le tipologie e le tendenze più in voga per il centrotavola?

 

Fiori finti, candelieri e catafalchi in raso sono stati, grazie a Dio, relegati alle feste di Halloween, mentre si privilegiano fiori freschi e decorazioni bon ton.

 

 

#FIORI. Piuttosto che mettere degli orribili fiori finti al centro della tavola, evitate qualunque ornamento.

 

Se invece avete deciso per un effetto fresco, esotico o romantico dovete NECESSARIAMENTE utilizzare fiori o piante veri.

 

 

centrotavola con piccoli mazzi di fiori

 

 

La tradizionale composizione di fiori oggi è caduta in disgrazia;
al suo posto si preferiscono scenografie più destrutturate in cui piccoli mazzetti di fiori o di piante speziali sono distribuiti in vasetti di latta, vetro o gabbiette per uccelli.

 

 

Un’idea originale è sostituire i fiori con verdure di stagione.

 

 

 

E per un tocco di romanticismo e relax si può mettere qualche candela qui e lì, ma senza esagerare
(già ci sono i fiori: evitiamo l’effetto camera ardente).

 

 

Un consiglio: evitate di mettere sulla tavola fiori o piante eccessivamente aromatici che potrebbero disturbare gli ospiti o comunque interferire con i profumi e i sapori delle pietanze.

 

 

#CANDELE. Oltre ai fiori, gli ornamenti più gettonati per il centrotavola sono le candele.

 

Alte o basse, fine o massicce, scanalate o lisce, inodore o profumate: esistono un’infinità di candele, ma quali usare per la tavola?

 

Il candelabro in argento è ormai nella vetrina da molti anni e lì sta bene;

 

a meno che si palesi all’orizzonte una cena estremamente formale
(e, senza voler urtare la vostra sensibilità, non credo abbiate invitato il principe di Galles a cena sabato sera).

 

 

Le candele non vanno mai poggiate direttamente sulla tovaglia.

Le candele hanno il potere magico di trasformare l’ambiente in un’atmosfera calda e intima,
ma non esagerate perché da clima accogliente a messa satanica è un attimo.

 

Anche in questo caso dei barattolini in vetro o dei piattini in cristallo possono venirvi in aiuto: non solamente per riflettere e amplificare l’effetto luminoso delle candele, ma anche per impedire che la cera coli direttamente sulla tovaglia e rendere necessaria l’invocazione di tutti i santi.

 

 

Un consiglio: come per i fiori, anche le candele da disporre sulla tavola devono essere inodore.

 

 

Se non avete tempo da perdere o volete avere un centrotavola ad effetto da sfoggiare ad ogni nuovo ospite, allora potete rivolgervi ad un flower designer.

Chi è?

Un fiorista-artista che con gelatina, canne di bambù e rami dalle forme inquietanti crea delle vere e proprie sculture naturali.

Ricordate che “less is more” vale anche per in questo caso: se avete l’impressione che stiate un po’ eccedendo in colori o che il centrotavola si stia espandendo come il buco dell’ozono, fermatevi perché è il campanello della volgarità che suona alla vostra porta.

 

Bene, spero che queste linee guida da seguire per una tavola impeccabile vi siano state utili.

 

Ora non vi resta che truccarvi per la serata… e ricordate di mettere il mascara!

 

Letizia