Organizzare addio al nubilato e uscirne vive

A chi spetta organizzare l’addio al nubilato?

 

Alla mamma della sposa? Sai che tristezza.

 

Alla suocera? Sai che depressione.

 

Allo sposo? Sai che divertimento.

 

 

Alla migliore amica? Allora sì che sarà uno spasso!

 

 

D’altronde l’organizzazione del matrimonio è uno stress non indifferente

 

e per evitare che il grande giorno la sposa abbia uno sfogo cutaneo o la metà dei capelli,

 

è giusto trovare un momento di svago.

 

Rigorosamente tra donne.

 

 

Spetta proprio alla migliore amica, che sia la damigella o la testimone,

 

 

organizzare l’addio al nubilato del secolo.

 

 

Diciamo anche che una certa dose di stress e ansia da prestazione non risparmia

 

neanche questa party planner occasionale, anzi: si tratta di una bella responsabilità!

 

E da dove partire?

 

Ve lo dice Naïf.

 

 

 

AUREA MEDIOCRITAS.

 

Per essere una festa di successo, non bisogna rincorrere l’eccesso

 

(fa pure rima, quindi: a memoria come l’Avemaria).

 

Per essere indimenticabile la serata non deve ricalcare una commedia demeziale americana

 

tipo “party col morto” e la sposa non deve finire abbracciata al water

 

a rimuginare e piangere per i suoi deludenti amori adolescenziali – così come nemmeno le sue amiche –.

 

 

 

LISTA DELLE INVITATE.

 

È necessario stilare con anticipo la lista delle invitate per avere tempo di sedimentarla,

 

aggiungere il nome che ti viene in mente alle 2 di mattina, e che avevi dimenticato,

 

è assolutamente da evitare così come figuracce dell’ultimo minuto.

 

Ovviamente, tutti nomi femminili, neanche a dirlo (accertatevi che “Andrea” sia una lei)

 

che escludano categoricamente mamma e suocera.

 

E questo è sempre meglio sottolinearlo.

 

 

 

 

 

DATA. Il top sarebbe organizzarla la stessa sera dell’addio al

celibato; quindi sì a consultarvi con la camerata maschile, ma no a

scambiarvi idee; o meglio: a svelare loro i vostri piani malefici!

 

Sarebbe carino riunire alla fine i due eserciti per un brindisi finale

(ma anche no).

 

 

 

 

TEMA. Quali sono le passioni o i gusti della futura sposa?

 

Lei è la protagonista, la festeggiata ed è giusto che tutto ruoti intorno a lei e la faccia divertire.

 

Per lo stesso motivo: evitate sorprese troppo azzardate.

 

Per intenderci: se odia il karaoke, non portatela in un pub dove gente ubriaca canta Gelato al cioccolato.

 

Per favore: sarà già difficile sposarsi, non infierite. Sono seria.

 

 

TRANKY FUNKY. Se la futura sposa non ama le parate tipo Gay Pride,

 

ma è una persona discreta (=noiosa), allora potete organizzare una giornata alla Spa

 

con un bel percorso benessere, massaggi e gambi di sedano.

 

Portate l’alcol perché vi servirà.

 

Se invece è anche sociopatica la sposina – si fa per scherzare, eh –

 

allora la vostra giornata dedicata alla bellezza potrà tenersi in casa

 

e trasformarsi in un fantastico pigiama party a base di maschere, tinte, manicure, film e popcorn

 

(idea che mi fa venire voglia di sposarmi per farmela organizzare, salvo abbandonare lo sposo all’altare).

 

 

 

 

ACCESSORI. Un elemento sempre divertente e che può

 

adattarsi alle più eccentriche ed esuberanti, così come alle più

 

discrete e timide, sono gli accessori per addio al nubilato.

 

coroncine, cerchietti con velo o fasce da reginetta sono

 

particolari simpatici che renderanno la serata unica.

 

 

Attenzione: quando parlo di “accessori”, non mi riferisco a

 

gigantografie apotropaiche che facciano sembrare l’allegra

 

combriccola una masnada di primizie appena uscite di collegio.

 

E soprattutto: portate ballerine di ricambio e cerotti per le vesciche.

 

Letizia